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Venezia 67 - Noir Océan - Giornate degli autori

Pubblicato il 6 settembre 2010 da Giovanna Branca


Venezia 67 - Noir Océan - Giornate degli autori

Il mare aperto – l’oceano – è da sempre un luogo che ben si presta ad ospitare e far esplodere il confronto dell’uomo con se stesso, con le sue paure e con la scoperta della vita. Noir Ocean di Marion Hansel è proprio questo: una storia di formazione. Massina e Moriaty sono due diciottenni in servizio su una nave della marina militare francese nel 1972, anche se per buona parte del film non ci viene detto qual è la missione che l’equipaggio deve svolgere. Il film, tratto da due racconti di Hubert Mingarelli, si svolge su tre livelli fondamentali: in primo luogo la lirica contemplazione del paesaggio. Il film, girato tra Guadalupe, Corsica e la base NATO di Santo Stefano in Sardegna ha una bella fotografia che sottolinea lo smarrimento dell’essere umano – a maggior ragione di due adolescenti – di fronte all’immensità della natura.
Un’altra dimensione fondamentale di quest’opera è poi l’aspetto inerente alla storia vera e propria, cioè la crescita forzata che comporta per due ragazzini il trovarsi in servizio nella marina militare. Infine, c’è l’irruzione nel racconto della Storia vera e propria, quella con la S maiuscola, dal momento in cui scopriamo che la nave è destinata a testare uno dei 170 ordigni nucleari fatti esplodere dalla Francia nell’oceano tra gli anni Settanta e i Novanta. Nella famosa “Ballata del vecchio marinaio” di Coleridge, dei marinai uccidono un albatros. Questo comporta un’inversione nella natura, per cui il giorno dopo il sole sorge al contrario, simbolo di un’Apocalisse causata dall’ hubris dell’uomo, dal suo violare le leggi della natura. In Noir Ocean il test nucleare è l’hubris di cui si macchiano – anche involontariamente, come i protagonisti – tutti coloro che partecipano al massimo dell’offesa alla natura che sono i test nucleari. Non a caso, prima del test, Massina e un altro mozzo – Da Maggio - vengono immortalati mentre tormentano immotivatamente un polipo: Moriaty inveisce contro di loro per questa crudeltà. Ma mentre il suo amico comprende l’ errore, Da Maggio continua a divertirsi con l’animale. Ed infatti, a differenza dei due protagonisti, non comprenderà neanche l’orrore della missione che tutti loro sono stati mandati a compiere, come testimoniano le foto dell’esplosione che manda ai genitori come souvenir. Per i due protagonisti invece il test nucleare è la vera e propria “linea d’ombra” che decreta l’ingresso nell’età adulta: l’inversione nello stato delle cose causata dall’hubris che porrà fine alla loro giovinezza. “Abbiamo visto tutti la stessa cosa”, continua a ripetere Moriaty, ma solo quelli che hanno compreso sono destinati ad attraversare la linea d’ombra.


CAST & CREDITS

(Noir Ocean) Regia: Marion Hansel; sceneggiatura: Marion Hansel, tratta da due racconti di Hubert Mingarelli, dalla collezione “Ocean Pacifique”; fotografia: Jan Vancaillie; montaggio: Michelle Hubinon; musica: Renè Marc Bini; interpreti: Nicolas Robin, Adrien Jolivet, Romain David; produzione: Marion Hansel Cedomir Kolar, Marc Baschet, Ernst Szebedits, Elena Trifonova; origine: Belgio, Francia, Germania; durata: 90’.


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