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Venezia 67 - The Agent - Orizzonti

Pubblicato il 11 settembre 2010 da Giovanna Branca


Venezia 67 - The Agent - Orizzonti

L’attività provocatoria di Vincent Gallo al Festival di Venezia continua con il suo cortometraggio presentato alla sezione “Orizzonti”: The Agent.
Dopo essersi reso irreperibile per qualsiasi incontro con la stampa, il regista americano prosegue inaspettatamente (o forse no?) la storia del suo film in concorso con questo cortometraggio. L’opera, ancora una volta interamente sua, riprende il protagonista di Promises Written in Water, Kevin. Ma il suo ruolo come attore è solo un cammeo: lo vediamo arrivare in un ufficio e chiedere di Mark (Sage Stallone), il misterioso personaggio che nel lungometraggio gli chiede di fare solo un ultimo lavoro per lui. La macchina da presa ci mostra Kevin sedersi davanti all’agente del titolo, e da questo momento in poi l’intero film è solo un lungo piano sequenza su Mark. Il personaggio di Sage Stallone dialoga con quello di Vincent Gallo senza che ci sia mai un controcampo sul suo interlocutore. Ed inoltre, ciò che Kevin dice può solo essere dedotto dalle reazioni del suo agente, in quanto le sue “battute” rimangono mute.
The Agent riprende la dimensione ironica e surreale di Promises Written in Water, quella dell’altro dialogo/piano sequenza tra Vincent Gallo e Delfine Bafort (sempre fuoricampo) in cui il protagonista continua a ripetere ossessivamente la stessa battuta. Il film si chiude poi su un esilarante comunicato della “Gray Daisy Films” (casa di produzione del regista) che richiede le donazioni del pubblico, affermando di essere un’organizzazione supportata dagli spettatori per l’avanzamento di attori e star del cinema di bell’aspetto, dichiaratamente caucasici, non ebrei ed eterosessuali. In un’operazione del genere è evidente la compiaciuta autoreferenzialità, ma questo non priva il lavoro dell’autore americano della sua incisività e della coraggiosa volontà di sperimentare con la macchina da presa, di sondare tutti i mezzi del cinema e i loro possibili effetti. In molti hanno trovato irritante il narcisismo insistito con cui Gallo si approccia alla regia e alla sua partecipazione al Festival, rendendo ogni aspetto della sua presenza a Venezia un atto provocatorio.
Ma se è comunemente accettato e snobisticamente ritenuto trasgressivo che si faccia una retrospettiva sulla commedia italiana - forse solo perché Tarantino chiama Banfi “maestro” – non si vede perché si debba trovare irritante l’opera sinceramente anticonformista di Vincent Gallo. Opera che peraltro ha il grande merito di inoltrarsi in territori veramente nuovi e stimolanti.


CAST & CREDITS

(The Agent) Regia, sceneggiatura, montaggio e musica: Vincent Gallo; fotografia: Masanobu Takayanagi; interpreti: Sage Stallone; produzione: Gray Daisy Films; origine: Stati Uniti; durata: 13’.


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