Viva – Lo Stato Delle Cose – TFF 2007

Con Viva, primo lungometraggio della regista Anna Biller, tornano a vivere gli anni ’70 ed un certo tipo di cinema erotico, che tanto aveva contraddistinto quel periodo, universalmente riconosciuto come apice della rivoluzione sessuale. Camicette sgargianti ed aderentissime, T-shirt sbarazzine e trasparenti, trucco colorato ed aggressivo, acconciature cotonate ed improbabili, tutto questo abbinato ad una musica sempre allegra, divisa tra twist e swing, in cui sax, trombe, xilofoni e tastiere elettroniche innescano atmosfere ambigue e divertenti. Viva è la summa dei tre cortometraggi precedenti con cui Anna Biller si è avvicinata al cinema, candidandosi a diventare la nuova icona cult del genere, ed è proprio nella mancanza di esperienza con pellicole che superino i quaranta minuti di durata che risiede la più grande pecca del film che a fronte delle sue due ore di durata, più di qualche volta patisce gravi momenti di stanca, risultando spesso ridondante e superfluo. Ma Viva è un’opera che non va vista in chiave narrativa, bensì come una centrifuga di immagini giocose e gioiose che divertenti e divertite si susseguono, impregnando le pupille di chi resta a guardare con occhi sgranati i colori e i sapori vintage di alcuni piccoli luna park di paese. Nel talento visivo e visionario della Biller, nella sua capacità di saper cogliere un’essenza estetica del periodo storico che racconta, riportando in vita i vari stili della sexploitation, risiede la qualità principale di questo sexy-movie: dalla recitazione sempre e comunque sopra le righe, ai continui inserti pubblicitari di scotch e sigarette, dai doppi sensi sfrontati ai tappeti e alle lampade kitsch che rendono la pellicola un singolare spettacolo per gli occhi. Tutto ciò raccontato con estrema conoscenza del mezzo cinema a partire dalla bellissima e coloratissima fotografia, dall’uso sapiente dello zoom, filologicamente impeccabile, e dagli inserti di cartoni animati stile Yellow Submarine. Memorabile poi la sequenza in cui l’immagine di Barbie/Viva nel mezzo di un orgasmo, viene alternata con un divertentissimo gioco di fuochi, a quella di un succoso ed infuocato cesto di mele rosse, tipico simbolo del peccato originale che nelle mani della Biller assume anche un retrogusto disneyano ricordando, almeno nella forma e nel colore, le mele avvelenate di Biancaneve e i sette nani.
(Viva); Regia, sceneggiatura, montaggio, costumi e produzione: Anna Biller; fotografia: C. Thomas Lewis; interpreti: Anna Biller, Jared Sanford, Bridget Brno, Marcus DeAnda; produzione e distribuzione: Anna Biller Productions; origine: USA, 2006; durata: 120’
