Vogelfrei - Concorso - Tff 2007

Nella vita di tutti gli uomini c’è una stagione per ogni cosa. C’è il tempo delle amicizie inseparabili, quello del primo palpito amoroso, la fase egoistica ed inquieta in cui si cerca di seguire i sogni al fine di una quanto mai sospirata realizzazione personale e quella in cui, giunti alla fine o quasi del nostro percorso su questo mondo, ci voltiamo indietro alla ricerca di risposte su chi siamo e cosa abbiamo raggiunto che forse non troveremo mai. Barlumi di serenità che fendono la sempre più tetra paura di non aver capito nulla di noi stessi e la spiacevole sensazione che a poco a poco, da sottotraccia che era, sboccia nella malsana landa desolata, stile T. S. Eliot, della nostra anima, sussurrandoci che è stato tutto un sogno e che probabilmente ce lo siamo scioccamente giocato. Vogelfrei è un candido affresco di sentimenti contrastanti e contrastati che ci guidano all’interno della vita di Teodor, toccando le corde più intime del suo animo in ogni stagione della sua esistenza. Il lavoro fatto dai quattro giovani registi è stato difficile ed impervio ma felicemente riuscito. Il passaggio esistenziale nella vita del protagonista è sempre sottile ed educato, rispettando sia la personalità del personaggio che il pubblico in sala, amalgamando alla perfezione quattro stili palesemente differenti. Se proprio bisogna muovere un qualche appunto al film, bisogna dire che il terzo frammento, pur distinguendosi nello stile come il migliore dei quattro, risulta leggermente più difficile da collocare all’interno della storia poiché filologicamente destabilizzante. «Come struttura alla base del film» dice Janis Kalejs, autore del bellissimo frammento sull’infanzia di Teodor, «abbiamo scelto la prospettiva del cambio di stagione, anche se è meno evidente nella versione finale. Lo schema ciclico della natura sta alla radice dell’intera struttura narrativa. Il cambio di stagione segnala un cambio di ambientazione». Mondo interiore ed esteriore in contatto dunque, in un reciproco scambio di influenze che sta allo spettatore capire sulla base di quale rapporto di maggioranza li porti ad essere l’uno la matematica derivante dell’altro.
(Vogelfrei); Regia e sceneggiatura: Janis Kalejs (infanzia), Gatis Smits (giovinezza), Janis Putnis (età adulta), Anna Viduleja (vecchiaia); fotografia: Anrij Parekh, Sam Moon, Gints Berzins; montaggio: Armando Biumbergs, Liene Balina, Jekabs Dimiters; interpreti: Igor Suhoverhovs, Karlis Spravniks, Ints Teterovskis, Liubomiras Lauciavicius; produzione: Film Angels Studio; distribuzione: National Film Centre Latvia; origine: Lettonia, 2007; durata: 95’
