Yonayona Pengin - Venezia 66 - Fuori Concorso

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con l’animazione giapponese all’interno della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica veneziana. E’ così che, dopo la presenza nelle ultime edizioni del festival di maestri come Miyazaki, Oshii, Otomo e Kon, quest’anno è la volta di Rintaro. Storico regista di serie di culto giunte anche in Italia, come Capitan Harlock e Galaxy Express 999, e lungometraggi tra cui La spada dei Kamui, X – The Movie e Metropolis (tratto dal manga di Osamu Tezuka), presenta qui fuori concorso, in anteprima mondiale, Yonayona Pengin, lungometraggio franco-giapponese costato 12 milioni di dollari, coprodotto da Madhouse (primo prodotto totalmente realizzato in 3D dall’azienda) e Denis Friedman Productions, realizzato in animazione 3D CGI con una particolare ricerca stilistica che mira a congiungere la tipica animazione bidimensionale giapponese, dai movimenti spesso “scattosi”, alle nuove tecnologie tridimensionali.
La bimba giapponese Coco, grande amante dei pinguini al punto tale d’andare vestita come fosse uno di loro (regalo/ricordo del padre, defunto qualche tempo prima), nella convinzione di riuscire, prima o poi, ad imparare a volare, s’imbatte casualmente in Chaley, folletto azzurro che la invita a seguirlo in un negozio per pinguini. Coco va con lui non sapendo che la tappa seguente sarà il Villaggio dei Folletti dove, scambiata grazie al suo abbigliamento per il leggendario uccello corridore, le verrà chiesto di liberare il paese da Bucca-Boo, oscuro malvagio che tiene in scacco col suo potere l’intero villaggio, aiutato dal suo misterioso braccio destro Zammie e dai suoi diavoli danzanti.
Una esplosione di colori caratterizza interamente questo film che, nonostante sia indirizzato ad un target decisamente infantile, non mancherà di divertire anche i più grandi. La fantasia qui è una bizzarra miscelanza di culture e credi, purtroppo non necessariamente ben dosata. Si va dagli angeli e diavoli nostrani, passando per vari miti e usanze giapponesi, fino a giungere ai dragoni cinesi.
Autrice della sceneggiatura è Tomoko Komparu, conosciuta nel settore per esser stata autrice di script di serie animate quali Occhi di gatto e Lamù la ragazza dello spazio. Gradevolissimo il character design di Katsuya Terada (che aveva concepito anche Blood: The Last Vampire, e i film live di Cutie Honey, di Hideaki Anno, e il più recente Yatterman di Takashi Miike).
Unica vera pecca di questo prodotto sono purtroppo le animazioni e i movimenti di macchina che daranno talvolta, ai più grandi, l’impressione di trovarsi davanti ad una lunga presentazione di un videogame in puro stile Playstation 3.
(Yonayona Pengin); Regia: Rintaro; soggetto e sceneggiatura: Tornoko Konparu; produzione: Mad House; distribuzione: Wild Bunch; origine: Giappone, 2009; durata: 87’;
