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The One All Alone - Venezia 66 - Orizzonti

Pubblicato il 12 settembre 2009 da Giampiero Francesca


 The One All Alone - Venezia 66 - Orizzonti

Edgard Varèse (Parigi, 22 dicembre 1883 – New York, 6 novembre 1965), compositore francese naturalizzato statunitense. E’ a lui, e alla sua opera, che Frank Scheffer dedica il documentario The one all alone. Attraverso le voci di alcuni fra i suoi allievi più illustri ma soprattutto con le note delle sue composizioni il regista olandese ricostruisce il percorso creativo di uno dei più influenti compositori di musica contemporanea.

“Io non voglio un soldo, mi chiesero forse soldi Busoni, Strauss, Debussy quando arrivai a Berlino con le mie prime opere ?”
I suoi allievi, ora affermati compositori e direttori d’orchestra, lo ricordano così. Appassionato e geniale. Mentre scorre con le mani sulle pagine delle sue partiture Chou Wen Chung sembra rivivere i momenti in cui conobbe e studiò con Edgard Varèse. Un ricordo appassionato, scandito dalle note delle opere che resero famoso Varèse. Amériques, Integrales, Déserts. Come in un balletto sulle note del maestro danzano i ricordi dei suoi allievi e le immagini, i quadri di natura e vita. Deserti e insetti, piante e acqua scrosciante sembrano adagiarsi sulle note del compositore come fossero una cosa sola, modellate dalla stessa matrice. Lampi di frenetica violenza e momenti di delicato riposo si alternano nelle partiture in un andamento ondivago che ammalia e affascina. Così più che il racconto, dettagliato e sentito, di Chou Wen Chung, più che la storia, gli episodi, la vita del maestro franco-americano si viene irretiti dalla maestosità delle composizioni, dalla forza delle note di Varèse.

Intellettuale (nel suo periodo francese era solito frequentare Pablo Picasso e Jean Cocteau) allievo di Busoni, Strauss e Debussy, ispiratore di musicisti come Frank Zappa e Giacomo Manzoni, Edgard Varèse ha rappresentato uno dei più importanti sperimentatori della nuova musica e dell’universo di tutte quelle sonorità all’epoca inesplorate. Opere fantasiose e innovative come Hyperprism, una trasposizione in musica dell’effetto di un prisma su di un fascio luminoso (provò a raggiungere un effetto di diffrazione dividendo i componenti del suono : attacchi, risonanze, frequenze, durate, intensità) o Dance for Burgess che, come ricorda lo stesso Chou Wen Chung, “è come un’ondata di profumo di fiore selvatico dopo una tempesta nel deserto”. E infatti proprio sotto forma di fiori, tempeste, deserti Frank Scheffer le rappresenta creando una simbiosi fra musica ed immagine che seduce, lasciando lo spettatore attonito davanti ad un documentario che altrimenti, per materia e complessità di linguaggio, risulterebbe assai ostico.


CAST & CREDITS

(Id.); Regia: Frank Scheffer; sceneggiatura: Frank Scheffer, Pay Uun Hiu; musiche: Edgard Varèse; produzione: Kasander Film; origine: Olanda 2009; durata: 89’


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