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Lištičky (Foxes) - Venezia 66 - Settimana internazionale della critica

Pubblicato il 10 settembre 2009 da Fabiana Proietti


Lištičky (Foxes) - Venezia 66 - Settimana internazionale della critica

Che questa non sia un’edizione fortunata per le sezioni parallele della Mostra era un sospetto andato via via concretizzandosi col passare dei giorni. Lištičky (Foxes) di Mira Fornai, giovane regista al suo esordio nel lungometraggio, conferma purtroppo quest’impressione.
"Lištičky - racconta la Fornai prima della proiezione - vuole essere un’opera sulle difficoltà dell’integrazione razziale, che ho vissuto in prima persona nel trasferimento dalla Slovacchia all’Inghilterra, dove ho studiato".
Eppure, nella storia di Alzbeta, detta Betka, venuta a stare a Dublino dalla sorella maggiore, già integrata nella cultura irlandese e prossima sposa di Steve, non si percepisce lo spaccato di denuncia sociale dichiarato dall’autrice.
Nel moto perpetuo della giovane, nella sua rabbia incontrollata, che le fa respingere ogni mano tesa, ogni possibilità di sistemazione, non si riesce a intuire il dettaglio particolare di una situazione generale, né tantomeno il travaglio di Bekta riesce a suscitare immedesimazione o empatia nei suoi confronti. Sta probabilmente in questo il motivo del sostanziale insuccesso del film, nella sua incapacità di coinvolgere lo spettatore nella lotta della sua protagonista contro nemici che non assumono mai un volto preciso.
Si avverte l’assenza, in fase di sceneggiatura, di una strutturazione in chiave psicologica dei personaggi, che risultano invece solo delle funzioni, prive di spessore, pedine mosse dalla protagonista nel suo continuo peregrinare dalla casa della sorella, al pub dei connazionali per finire immancabilmente nella casa di Mike e in quella di Travis e Duckie, che finiscono per rendere il racconto impenetrabile e impermeabile alle emozioni.
Pur percependo la volontà dell’autrice di tracciare caratteri vaghi, per lasciar emergere da ognuno dei personaggi incontrati da Betka un senso di ambiguità, di affetto mai disinteressato ma sempre venato di egoismo e opportunismo, il gioco non può dirsi affatto riuscito.
La pellicola di Mira Fornai - dispiace dirlo per il debutto di una giovane filmmaker in uno scenario esigente come quello veneziano - non riesce mai a decollare, e quel che è più grave, a emozionare.
La stessa protagonista, che avrebbe potuto essere un meraviglioso personaggio "contro", una seducente borderline, rimane invece un mistero poco appassionante, di quelli che non vale la pena di risolvere.
Quando poi sul finale un abbozzo di spiegazione arriva a gettare una luce sull’oscuro comportamento della ragazza, non c’è più interesse verso le sue motivazioni, anche perché non possono essere utilizzate retroattivamente, per attribuire un senso nuovo alle immagini già viste.
Una soluzione razionale - tanto per giocare citando il titolo di un altro film della sezione - non è sufficiente a risollevare le sorti di una pellicola inerte, che forse risente della pratica dell’autrice nel cortometraggio, i cui tempi sembrano "gonfiati" in modo un po’ maldestro per essere adattati alla durata di un intero film.


CAST & CREDITS

(Lištičky); Regia e sceneggiatura: Mira Fornai; fotografia: Tomás Sysel; interpreti: Julia Krynke (Alzbeta), Aaron Monaghan (Steve), Nicholas Pinnock (Mike); produzione: Samson Films; origine: Repubblica Ceca, Slovacchia, Irlanda, 2009; durata: 83’


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