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Manto Acuifero

Pubblicato il 12 novembre 2013 da Giovanna Branca

VOTO:

Manto Acuifero

Una bambina messicana, Carolina, vive uno dei drammi più comuni fra i figli delle famiglie contemporanee: la separazione dei genitori e l’impossibilità di vedere il padre a causa dei suoi contenziosi legali con la mamma, che si trasferisce con Carolina ed il nuovo compagno - Felipe - in una grande casa con giardino lontano da Città del Messico. Manto Acuifero, dell’australiano Michael Rowe, in concorso qui a Roma, è la “semplice” storia, che si svela piano piano, della piccola tragedia di una bambina incompresa dal mondo degli adulti. Tutto costruito su sequenze lunghe e ripetitive – Carolina che bagna il letto la notte, si rifiuta di rapportarsi al nuovo compagno della mamma, gioca in giardino con gli insetti e aspetta lo schiudersi delle uova di una gallina – il film dà lentamente i contorni del disagio della piccola protagonista che, spesso unica in campo mentre da fuori vengono le conversazioni degli adulti, apprende in maniera distorta a convivere con la sua condizione. La mamma e il suo nuovo compagno non capiscono né accettano la sua necessità di restare legata al padre, vorrebbero rimpiazzarlo con Felipe e non le fanno neanche vedere i nonni che giustamente vorrebbero che Carolina possa incontrare suo papà.
Opera seconda di Rowe, Manto Acuifero cerca di raccontare una storia come tante ma esemplare dell’incapacità di tanti genitori di capire le basilari esigenze dei propri figli, e dell’egoismo che le rende ciechi di fronte ad esse. Tanto egoisti e ciechi da risultare antipatici, personaggi negativi nei confronti dei quali è impossibile provare empatia, smorzando così l’effetto complessivo del film che, volontariamente o meno, traccia una linea tra il bianco e il nero, tra la madornalità degli errori e quella che resta comunque la fragilità di due figure - la nuova coppia - che si trovano davanti ad un compito arduo per tutti. Se Rowe avesse voluto scrivere il perfetto manuale di come i genitori non devono comportarsi con i figli, o delle possibili condizioni cliniche che possono generarsi in questi bambini, allora Manto Acuifero avrebbe centrato perfettamente il so bersaglio. Ma da un film ci si aspetta qualcosa in più di una trattazione in fondo sterile di cause ed effetti.


CAST & CREDITS

(Manto Acuifero) Regia: Michael Rowe; fotografia: Diego Garcìa; montaggio: Ares Botanch; interpreti: Tania Arredondo (Madre), Zaili Sifia Macias (Carolina), Arnoldo Picazzo (Felipe); produzione: Canana; origine: Messico, 79’.


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