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Persécution - Venezia 66 - Concorso

Pubblicato il 6 settembre 2009 da Fabiana Proietti


Persécution - Venezia 66 - Concorso

Dopo il doppio viaggio di un Herzog in trasferta hollywoodiana, lo sguardo sferzante di Todd Solondz e quello intriso di struggente disperazione del John Hillcoat di The Road, la 66a Mostra di Venezia sembrava definitivamente votata a mostrare il suo miglior cinema attraverso il racconto di un’America lacerata in cerca di redenzione. Oggi l’Europa (pur dopo l’ottimo Lourdes di Jessica Hausner) risponde con Persécution, di Patrice Chéreau, cineasta assai apprezzato nei circuiti festivalieri, dopo i riconoscimenti per Gabrielle e Intimacy-Nell’intimità, Orso d’oro a Berlino nel 2001.
Lavorando sulla frenesia di corpi attoriali stipati in interni claustrofobici, ripiegati in un dolore inaccessibile, Chéreau aggiorna un’antonioniana incomunicabilità di coppia adattandola all’isolamento solipsistico dell’individuo che finisce col sostituirsi a ogni possibile contatto umano ed emotivo.
Persécution è in questo senso un’opera profondamente dentro il suo tempo, capace di cogliere l’aspetto ossessivo assunto dalla relazione amorosa, inserendosi con originalità in una recente corrente poetica che dal Two Lovers di James Gray alle stesse pellicole presentate alla Mostra, l’hongkongonese Accident (proiettato nella stessa giornata, quasi a sancire una matrice affine dietro le differenze di genere) o il poco riuscito svedese The Ape, sembra non poter fare a meno di raccontare l’amore in quanto mancanza, come desiderio inespresso destinato a rimanere tale.
Ed è probabilmente un sentimento lontano, se il Leonard di Two Lovers nasce come epigono del sognatore dostoijevskiano portato al cinema da Visconti e Bresson. Alla stessa schiera sembra appartenere Daniel, il protagonista di Pérsecution interpretato da Romain Duris, che non può fare a meno di cercare se stesso negli occhi di Sonia, Charlotte Gainsbourg, senza trovare però nei suoi abbracci o nei loro amplessi alcuna risposta che plachi questa ansia."Quando non ci sei penso a un ragazzo di nome Daniel e so che è il mio compagno, che sono la sua ragazza. Quando ti ho vicino non so se ti amo", dice Sonia a Daniel durante una passeggiata serale - uno dei rari momenti in esterni - di fronte alle continue richieste dell’uomo, bisognoso di conferme sulla tangibilità di questo amore volatile, consumato tra telefonate intercontinentali e occhiate di sfuggita dentro lo spazio angusto del pub, che pure non riesce a colmare la distanza emotiva tra i due.
La persecuzione del titolo diventa la cifra dell’esistenza di Daniel, oggetto delle attenzioni di un misterioso individuo che lo segue, lo pedina, gridandogli il suo amore in faccia, e soggetto, al tempo stesso, di una continua ossessione amorosa che lo porta ad allontanare sempre più da sé la sua donna, finendo per scegliere la compagnia del proprio dolore, forse più reale del loro reciproco amore.
Chéreau realizza un film scontroso, disturbante, visivamente strutturato su una totale chiusura affettiva e psicologica, sul blocco emotivo cristallizzato nella smorfia sul grugno teso di Duris. La scelta stessa dell’interprete, già attore feticcio di Cédric Klapisch, e apparso, prima di Pérsecution, nel più convenzionale Parigi, denota lo scarto maggiore tra due tendenze del cinema francese contemporaneo. Una rivolta all’esterno (Klapisch), in cui il cinema si comporta come una finestra sull’universo, in un moto di apertura verso il mondo, che viene inglobato in un abbraccio estroverso e conciliante, e una seconda, ben incarnata dal film di Chéreau, che si inserisce nel solco di cineasti come Bertrand Bonello (Le pornographe, Tiresia, De la guèrre) e Arnaud Desplechin (I re e la regina, Racconto di Natale), votati a una radicale e complessa esplorazione delle perversioni dell’animo, della psicosi dei rapporti interpersonali e soprattutto sentimentali che esplodono letteralmente nei loro drammi.
Nonostante la fredda accoglienza da parte della stampa, probabilmente perplessa dinanzi a una pellicola certamente difficile ma intellettualmente stimolante, ci sembra che con Patrice Chéreau i giochi per il Leone d’oro, finora così sbilanciati in favore della presenza Usa, possano dirsi riaperti.


CAST & CREDITS

(Persécution); Regia: Patrice Chéreau; sceneggiatura: Patrice Chéreau, Anne Louise Trividic; fotografia: Yves Cape; montaggio: François Gedigier; interpreti: Romain Duris (Daniel), Charlotte Gainsbourg (Sonia), Jean Hugues Hanglade (il Pazzo), Gilles Cohen (Michel); musiche: Eric Neveux; produzione: Movie Movie; origine: Francia 2009; durata: 100’


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