Roma 2008 - Meu nome nao é Jhonny - L’occhio sul mondo

Campione di incassi di questa stagione, interpretato dalla giovane star Selton Mello, il film è il ritratto di un ragazzo della ricca borghesia carioca che si trasforma in gangster senza un vero e proprio motivo.
Un altro film della rassegna Occhio sul Mondo/Focus 2008 dedicata al Brasile, una altro film stupefacente per intensità, semplicità, contenuto: il Brasile torna sotto i riflettori internazionali come non si vedeva dai tempi del Cinema Novo.
Una vetrina dedicata al cinema contemporaneo regala uno sguardo trasversale sulla produzione brasiliana attraverso opere molto diverse tra loro, dal film d’autore al documentario a titoli che in patria sono stati campioni d’incasso.
La retrospettiva invece è incentrata sulle arti che attraversano la sezione e presenta ritratti di grandi artisti e uomini di cultura.
Meu nome não é Johnny, girato da Mauro Lima e ripreso dall’omonimo romanzo di Guilherme Fiuza, rappresenta, dopo i primi film in rassegna dedicati alla storia del Brasile, il lato borghese, adolescenziale, problematico della vita di un ragazzo. Non parliamo più del passato, delle lotte rivoluzionarie, ma di problemi sociali, psicologici e di dipendenze.
Tratto dalla vera storia di João, un bravo ragazzo della media borghesia, che agli inizi degli anni ’90 diventa il principale trafficante di cocaina di Rio de Janeiro, passando così dalle agende telefoniche dei suoi clienti alla lista dei principali ricercati dalla polizia e a tutte le prime pagine dei giornali, fino all’amaro epilogo in carcere. Molto bella ancora una volta la colonna sonora di Fabio Mondego, ottima la fotografia di Uli Burtin, che spazia dalla granulosità delle immagini della cinepresa amatoriale che ricorda l’infanzia di João alla bellezza delle spiagge di Rio o alla claustrofobia della galera sovraffollata.
Galeotti, tossicodipendenti, malati mentali: Mauro Lima ci offre molti spunti per indagare il malessere della società del consumo, il malessere della nuova società borghese, che sembra aver dimenticato i valori e la povertà del passato.
Non si riescono a trovare spiegazioni o giustificazioni al comportamento di João, gli eventi si susseguono con una concatenazione che non dà nemmeno il tempo di chiedersi cosa stia succedendo nella vita di quel ragazzo e soprattutto perchè si sia ritrovato in un giro di affari così sporco.
In fondo, non gli sarebbe mancato nulla. Ma la risposta sarà João stesso a fornircela, parlando al giudice, durante il processo: "Non sono un trafficante di droga, la droga la vendevo e con i soldi che guadagnavo ne compravo dell’altra, per non rimanerne senza".
Dipendenza quindi, sfrenatezza e grandissima libertà e fiducia data dalla famiglia, ecco i problemi di João , ecco i problemi di tutti quei giovani che, affollando le strade di Rio, non riescono più a dire no, a porsi dei limiti. Eppure la storia di João dimostra che v’è sempre via d’uscita, che la società non deve e non può abbandonare un individuo, che tutti possono cambiare.
Il Brasile torna quindi a stupirci per la grande acutezza d’indagine, questa volta denunciando la fragilità di un modello di vita che sembra non conosce più valori certi.
(Meu nome não é Johnny); Regia: Mauro Lima; sceneggiatura: Mauro Lima, Mariza Leão (based on "Meu nome não é Johnny" by Guilherme Fiuza); fotografia: Uli Burtin; montaggio: Marcelo Moraes; musica: Fabio Mondego; interpreti: Selton Mello (João Estrella), Cleo Pires (Sofia), Júlia Lemmertz (Mãe), Cássia Kiss (Juíza), Eva Todor (D. Marly); produzione: Atitude Produções e Emepreendimentos; origine: Brasile, 2007; durata: 128’
