Roma 2008 - Os Desafinados - L’occhio sul mondo

La storia di un gruppo di amici, una storia che racconta la storia stessa del Brasile, con i suoi fermenti culturali, con le sue contraddizioni, con i suoi colpi di stato, con la sua dittatura. E Walter Lima Jr. realizza un film commovente, riprendendo le fila della Bossa Nova attraverso un gruppo di musicisti, i Desafinados, che partono da Rio de Janeiro per tentare la fortuna a New York. Lima racconta storie di vita vissute in prima persona quando, giovane aspirante regista, frequentava altri artisti sognando di fare film.
Musica e cinema si muovono una accanto all’altro per far rivivere l’euforia creativa degli anni ’60.
Un’opera che mostra le speranze di un popolo e il suo tentativo di decolonizzazione culturale, un popolo che provò a fuggire la censura rifugiandosi all’estero, ma che per questo venne condannato e incarcerato; un gruppo di amici che con tutta la caparbia possibile prova a perseguire il proprio obbiettivo, così come fecero i registi del Cinema Novo negli anni 60. Ed è proprio al Cinema Novo che fa riferimento il regista nel ritrarre la figura di Dico, il cineasta che decide di girare la sua opera prima ispirandosi ad Antonioni, con lunghi piani sequenza, con una sceneggiatura che, censurata da leggi troppo severe, racconta la storia del Brasile stesso, o meglio, indaga la realtà storica brasiliana.
Ma Lima Jr. non si limita a raccontare liberamente repressioni, colpi di stato, censure, clandestinità, il regista inserisce anche storie d’amore, passione, tradimento, amicizia, solidarietà, allegria e soprattutto molta, molta musica.
Non poche le sequenze commoventi del film, con una colonna sonora toccante e coinvolgente, che segue un andamento narrativo fluido con movimenti di macchina leggeri e delicati, che accompagnano le immagini e legano il tutto in un’opera che fa riflettere e nel medesimo tempo sorridere il pubblico. Un’ America ritratta e vista come luogo in cui evadere e soprattutto realizzarsi, nella consueta versione del “mito americano”, eppure Dico, il cineasta, la descrive come un luogo in cui sembrano rivivere i personaggi dei film di Antonioni (torna l’omaggio al grande maestro italiano), in cui nessuno sorride o parla con l’altro, o si guarda negli occhi; il Brasile invece viene rappresentato in tutta la sua crudeltà storica ma, a differenza del mito americano, viene contraddistinto da una forte solidarietà e allegria. E Walter Lima Jr, attraverso vari flashback, mostra proprio l’evoluzione del popolo brasiliano, la libertà finalmente acquisita grazie alle grandi lotte del passato, rappresentando il gruppo dei Dosafinados, ormai anziani, che ricordano i loro viaggi, i loro progetti, i loro dolori, gli amori, le grandi rivolte, e le grandi perdite.
Alle due donne, Luiza e Gloria, viene affidata la parte più romantica del film: innamorate dello stesso uomo, soffrono e dividono, consapevolmente e lesinando amore, il pianista Joaquim. E Joaquim,
sineddoche dell’opera, rappresenta coloro i quali vennero sacrificati, negli Stati Uniti, dalle retate anti-immigrazione.
Una storia che contiene altre cento storie, una storia che racconta la sofferenza di un popolo, una storia che rappresenta, grazie alla qualità artistica del suo regista, la rinascita del Brasile e la grande crescita culturale di un intera nazione.
(Os Desafinados); Regia: Walter Lima Júnior; sceneggiatura: Walter Lima Jr, Suzana Macedo; fotografia: Pedro Fakas; montaggio: Sérgio Mekler, Renato Martins; musica: Wagner Tiso; interpreti: Rodrigo Santoro (Joaquim), Cláudia Abreu (Gloria), Selton Mello (Dico), Alessandra Negrini (Luiza), Angelo Paes Leme (Davi), Jair Oliveira (Geraldo), André Moraes (Paulo Cezar); produzione: Tambellini Filmes; origine: Brasile, 2007; durata: 128’
