Leone d’argento: Soldatini di carta - Venezia 65 - Concorso

Agli inizi degli anni sessanta l’Urss si appresta a vivere uno dei suoi più importanti momenti di crescita e di espansione. Nelle sconfinate ed innevate pianure del Kazakistan si allenano e si preparano i futuri cosmonauti tra cui Yuri Gagarin, primo uomo ad andare nello spazio. Daniel Pokrovsky è l’ufficiale medico incaricato di prendersene cura. L’uomo non accetta l’idea che questi giovani eroi siano costretti a mettere a repentaglio la propria vita per il bene e la grandezza della nazione. Pur già sposato, inizia una relazione con Vera, timida ragazza del luogo. Al suo ritorno a Mosca i dubbi sulla effettiva utilità e moralità della missione spaziale si accrescono. Daniel decide di mettere da parte le sue titubanze, lascia la moglie Nina e parte nuovamente per il Kazakistan. Alla morte di uno dei cadetti il suo sistema nervoso cede e saranno Vera e Nina ad accudirlo nei suoi ultimi deliranti giorni. Le donne continueranno a vivere insieme senza più intrecciare nuove relazioni, entrambe ancora innamorate di Daniel.
Aleksei German jr. torna alla Mostra del cinema di Venezia dove nel 2005, riscuotendo un buon successo, aveva presentato il suo secondo lungometraggio Garpastum. Paper Soldier è un progetto di una complessità sicuramente superiore rispetto al precedente. Il regista parte da uno dei successi politici ed economici più importanti dell’Urss del dopoguerra, la conquista dello spazio, per raccontare il periodo post-staliniano e per avviare una riflessione profonda e tragica sulla consistenza della vita umana, sulla sua effettiva importanza se messa a confronto con la ricerca della gloria e del successo di un’intera nazione. Sono gli occhi, sempre più allucinati, e i comportamenti, che arriveranno sino alla totale instabilità emotiva, di Daniel a filtrare e a dare angosciosa rappresentazione delle idee del giovane autore russo.
L’incapacità di tracciare una linea di separazione netta tra giusto e sbagliato da parte del protagonista dà luogo ad un disordine cognitivo ed emotivo che si impossessa della stessa natura verosimile della pellicola. Abbracciando divagazioni che sembrano appartenere maggiormente ad una dimensione onirica, gli elementi della realtà acquistano in termini di significato trasfigurandosi in sparuti e metaforici simboli.
Lo stesso equilibrio mentale che viene a mancare nel protagonista si riflette, quindi, nella costruzione di Paper Soldier rendendola particolarmente intricata e non sempre di agevole fruizione. La regia non si discosta dalla solidità tipica della scuola russa ma pur realizzando sequenze dal lodevole gusto visivo il film risulta abbastanza slegato ed esageratamente pesante. Pregevoli sia lo spunto che la rilettura di uno dei periodi storici che più hanno saputo illudere e far sognare la Russia. Pellicola probabilmente più importante che completamente riuscita. Un buon film ma nulla di più.
(Bumaznyj soldat) Regia: Aleksei German jr; sceneggiatura: Aleksei German jr, Vladimir Arkusha; fotografia: Alisher Khamidhodjaev, Maxim Drozdov; montaggio: Sergei Ivanov; musica: Fedor Sofrnov; scenografia: Sergei Kakovkin, Eldar Karhalev; costumi: Elena Malich; interpreti: Merab Ninidze, Chulpan Khamatova, Anastasya Sheveleva; produzione: Phenomen Films; distribuzione: Elle Driver; origine: Federazione Russa; durata: ‘118;
