Nel blu, dipinto di blu - "Musicarelli" a Venezia

La Mostra del Cinema di Venezia propone fuori concorso un film musicale di Piero Tellini, Nel blu, dipinto di blu, sino ad oggi quasi invisibilr e sepolto negli archivi. Protagonista, ovviamente, Domenico Modugno nei panni del siciliano Turi, che giunge a Roma per lavoro e si ritrova invischiato come palo in una rapina. Si salva dall’arresto grazie alla testimonianza di una cameriera, Donata, cui ha fatto finta di fare la corte. Tra una schermaglia amorosa e una esibizione nelle osterie, Turi si trova ora diviso tra la bella cameriera e la sua ragazza Assuntina. Nel blu, dipinto di blu è forse uno dei primi “musicarelli” realizzati in Italia, capostipite di un genere che ha imperversato per quasi un decennio sui nostri schermi, sfruttando i nuovi divi della musica italiana. _ Di solito ogni film, come in questo caso, prevede una banale vicenda sentimentale, magari un amore contrastato, con numerosi intermezzi musicali cantati dagli stessi protagonisti. Prodotti di basso costo, girati in fretta, con titoli presi dai maggiori successi canori, con cast per tutti i gusti; non mancavano comici cari al pubblico più adulto (Gino Bramieri, Peppino De Filippo) come giovani emergenti (Fabrizio Moroni, Ferruccio Amendola).
E poi ci sono ovviamente i cantanti: da Domenico Modugno a Gianni Moranti, da Little Tony a Patty Pravo. Come le canzonette, i film vengono consumati in fretta da un pubblico alla ricerca di continue novità, e le produzioni si susseguono a ritmo veloce. Storie d’amori e commedie da spiaggia, fra juke-box, dischi, Cantagiro. I protagonisti riflettono la classifica dei dischi più venduti, l’Hit parade di Lelio Luttazzi, programma radiofonico che tanti giovani ascoltano via radio ogni venerdì. Così i film musicali promuovono il disco e viceversa, in un virtuoso circuito di vendita di un unico prodotto attraverso diversi linguaggi artistici.
La Titanus, reduce dalle onerose produzioni de Il Gattopardo e Sodoma, distribuì con successo molti di questi film, riuscendo a evitare quello che sembrava un sicuro fallimento. Nel blu, dipinto di blu non fa eccezione alle regole citate, anche se la confezione annovera nomi insospettabili: tra gli sceneggiatori Ettore Scola e Cesare Zavattini, nel cast Giovanna Ralli e Vittorio De Sica (che canta la canzone del titolo). Si coglie una presenza più equilibrata e motivata degli intermezzi musicali, un’attenzione marcata al contesto urbano e alle sue insidie. Strizzando l’occhio al racconto popolare (a volte ingenuinamente) questi film sono forse il documento storico più probante di quel boom economico che cambierà non solo le abitudini ma soprattutto i consumi degli italiani, anche in ambito cinematografico.
Un Paese che intraprende il fenomeno contraddittorio del Boom, i cui segni restano ancora vivi all’interno della nostra società, come anni di crescita economica e di cambiamento culturale.
(Nel blu, dipinto di blu) Regia: Piero Tellini; sceneggiatura: Ettore Scola, Piero Tellini, Cesare Zavattini; fotografia: Gianni Di Venanzo; montaggio: Gisa Radicchio Levi; musiche: Mario Nascimbene; costumi: Giuliano Papi; interpreti: Domenico Modugno, Giovanna Ralli, Riccardo Garrone, Vittorio De Sica, Gino Buzzanca; produzione: Cine Produzione Astoria; origine: Italia, 1959; durata: 103’
