Night Moves

Ad ogni azione corrisponde una reazione. Anche quando si è mossi (o si crede di esser mossi) dal più nobile degli intenti, anche quando si agisce nel nome di un bene più alto, superiore, non si possono non valutare le conseguenze del nostro operato. Fossimo anche assolti dal giudizio terreno, scampassimo alla legge e alle sue regole, avremmo comunque da confrontarci con noi stessi, con il rimorso, il senso di colpa. Ed è proprio con i morsi della propria coscienza che deve fare i conti Dana, giovane ecologista protagonista di Night Moves di Kelly Reichardt.
Più che il racconto di un atto di ribellione ecologista l’opera della regista americana è infatti un lento resoconto di anime e coscienze. Dane e Josh, sono, prima ancora che rivoluzionari della terra, giovani spaesati e confusi, gonfi di ideologie e paure. La vita rurale ha cresciuto le loro menti, educandole al rispetto per la natura, al consumo sostenibile, al rifiuto dello spreco e del superfluo. La comunità in cui vivono li ha convinti che non si può restare fermi ad osservare un mondo in rovina, "che uccide tutti i salmoni per mezz’ora di IPhone". La società che li ha allevati li ha messi davanti alla scelta fra le piccole azioni quotidiane, private, di buon senso e civiltà e le grandi decisioni, atti esemplari che diano il senso tragico del tema con cui ci si confronta. Ma le giornate passate fra l’orto e la fattoria, fra i campi di cavoli e gli animali non li hanno forgiati alle conseguenze, personali e sociali, delle loro decisioni. Non si diviene grandi compiendo gesti dissennate, non si è eroi per un’azione armata. Sarà proprio Dana, giovane più borghese ma non per questo meno convinta, a sentire per prima il peso sul cuore delle sue azioni. Un fardello troppo grande da sopportare, troppo ingombrante per non esser condiviso. Ma condividere un segreto così non può che esser l’inizio di una spirale di sofferenza, presa di coscienza definitiva, ennesima reazione all’azione commessa.
Kelly Reichardt, Giá autrice del discusso Meek’s Cutoff, racconta i giorni precedenti e successivi al violento atto di protesta con flemmatica lentezza. Dilatando il tempo, quasi sospendendolo, la regista trasforma le azioni in scena, anche quelle più cariche di suspance, in una realtà immobile, bloccata, rarefatta. Motivazioni, idee, stati d’animo, anche i gesti, comuni o rivoluzionari, finiscono per esser messi in secondo piano, schiacciati dal peso di una messa in scena tanto pesante. Se nel caso di Meek’s Cutoff la scelta stilistico formale poteva affascinare, amalgamata com’era con il racconto errante di una carovana, così non può esser per Night Moves. Imbrigliate in una forma tanto forte tutte le tematiche del film, siano quelle più espressamente politiche che quelle inumiate, si dissolvono, perse nel ritmo di una pellicola praticante inerte.
( Night Moves ); Regia : Kelly Reichardt; sceneggiatura: Kelly Reichardt, Jonathan Raymond; fotografia: Cheistofer Blauvert ;montaggio: Kelly Reichardt; musiche: Jeff Grace; interpreti: Dakota Fanning, Jesse Eisenberg, Peter Sarsgaard, Alia Shawkat ,James Le Gros; origine: Usa, 2013; durata: 113’
