Roma 2008 - Playing for Charlie - Alice nella città

Dall’Australia ‘essiccata’ di Jane Campion - nel piccolo gioiello che ci è parso di scorgere chiaramente nelle nebbie fosche di Otto - all’Australia dell’esordiente Pene Patrick di Playing for Charlie. Il passaggio sembrerebbe azzardato - e in effetti lo è – ma dimostra efficacemente come e quanto la Campion riesca a dire sull’adolescenza e sull’infanzia, pur all’interno di un cortometraggio che non troverebbe come tematica centrale quella infantile, e cosa, di contro, Playing for Charlie, uno dei film d’apertura della sezione Alice nelle città di quest’anno, non riesce nemmeno lontanamente a sfiorare. Se The water diary arriva a costituirsi come una favola (non spensierata) sulle capacità immaginifiche dei più piccoli che affrontano le avversità del mondo secondo modalità felicemente fuori dal comune, Playing for Charlie è invece un susseguirsi di banalità fastidiose a proposito di come lo sport e un animo tenace possano fornire appigli nella vita non facile di un ragazzino.
Nulla di nuovo sotto il cielo australiano di Pene Patrick. Tutt’altro. Il seppur bravo Jared Daperis, interpreta un ragazzino diviso tra ciò che vorrebbe fare – grazie alla possibilità, che capita una volta nella vita, di entrar a far parte della squadra di stato di rugby- e una situazione familiare a dir poco difficile, a causa della quale la madre - affetta da sclerosi multipla e costretta ad un lavoro per nulla gratificante in un call center – deve affidargli tutte le sere il fratellino Charlie di pochi mesi. Con scarsissime possibilità economiche dovute anche alla morte del papà avvenuta un anno prima, Tony, il nostro protagonista, gioca a rugby. Lo sport sembra l’unica attività in grado di farlo sentire bene, anche in virtù del ricordo che lo lega al padre perduto. A questo grado già abbastanza elevato di deja-vu, si aggiunge un fratellastro dalla vita dubbia che sembra voler aiutare Tony, coinvolgendolo però in pratiche illegali e, inoltre, il coach - candidato sostituto della figura paterna con tanto di famiglia (al)lontana(ta) e rimpianta - che cerca di proteggere e spronare il ragazzo nel quale vede un grosso talento. Nonostante il titolo e le premesse, il film non insiste poi molto sull’aspetto sportivo, abdicando a mostrare il classico susseguirsi in climax di prove sportive sofferte che si risolvono in finale con una gloriosa vittoria. Tralasciando questa possibilità che poteva rendere il tutto se non altro un minimo avvincente, il film si incastra nell’inseguire pedissequamente le difficoltà del ragazzo senza, ciò nonostante, riuscire a tirarne fuori almeno un ritratto stratificato. Il tutto, manco a dirlo senza nemmeno la parvenza di un sufficiente estro registico.
Ora, domandarsi perché un film di questo tipo, da pomeriggio (estivo) televisivo, debba venir proiettato durante un festival internazionale come questa ex Festa di Roma ama farsi chiamare, significherebbe farsi anche un sacco di altre domande a proposito di tante scelte che quest’evento ha fatto e sta portando avanti, tra le quali, con tutta probabilità, Playing for Charlie rappresenta la meno rilevante. Tuttavia questo film costituisce l’esempio evidente di come, anche in una sezione dedicata ai ragazzi, sia assolutamente necessario che ogni pellicola possa rispondere ad un’idea, non solo di cinema ma pure del mondo, della vita, insomma un’Idea. Non dovrebbe essere sufficiente mettere insieme una storia lacrimevole girata decentemente per avere accesso ad un festival. Se questa sezione nasce con l’intenzione di avvicinare il giovane pubblico al cinema, di indagare come la settima arte rappresenti e si rapporti ai futuri adulti di domani, allora a maggior ragione dovrebbe essere del cinema maturo.
La speranza è che ci si dia la possibilità di credere di essere incappati nell’unica (o quasi) pecora nera del gregge di Alice...
(Id.); Regia e sceneggiatura: Pene Patrick ; fotografia: Leilani Hannah; montaggio: Ken Sallows; musica: Lisa Gerrard; interpreti: Jared Daperis (Tony Hobbs), Jodie Rimmer (Paula Hobbs), Shane Connor (Joe Ruddock), Mark Leonard Winter (Scarf), Charlotte Zerna (Charlie Hobbs).; produzione: Julie Nelson; origine: Australia, 2008; durata: minuti: 95’
